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Il
francoprovenzale è una lingua indoeuropea, neolatina ,galloromanza.
Il termine ‘francoprovenzale’ ,coniato dal glottologo italiano Graziadio
Isaia Ascoli verso la fine del XIX secolo è oggi correntemente utilizzato
per designare l’area linguistica francoprovenzale,compresa in tre diversi
Stati, Francia, Svizzera e Italia.
Si tratta della terza area linguistica galloromanza,le altre sono infatti
quella della ‘langue d’oil’ o francese e quella della ‘langue d’oc’ o
occitano.
I parlanti francoprovenzale di solito indicano la loro lingua con
espressioni che significano “ parlare alla nostra maniera”,oppure con il
termine ‘patois’ che in tutta l’area perde ogni connotazione negativa (
tanto che vi sono Feste del Patois,federazioni e associazioni di Patoisants
).
Altre definizioni con cui a volte viene indicato il francoprovenzale sono
‘arpitano’ e, sul versante francese ‘savoyard’ o ‘savoisien’.
L’alfabeto utilizzato per i testi scritti è quello latino.
Non esiste ,per ora, una grafia normalizzata,ma la più diffusa è
sostanzialmente quella francese,con alcune varianti ( in Savoia ad esempio è
in uso la ‘k’ in luogo di ‘qu’, in Valle d’Aosta si tende ad eliminare ogni
riferimento etimologico ,es. ‘oua’ e non ‘oi’).
Nella zona compresa nello Stato italiano sono stati prodotti testi adottando
la grafia italiana, con alcuni accorgimenti ( ad esempio u con dieresi per
indicare la ‘u’ francese).
Come tutte le lingue neolatine, il francoprovenzale è nato dalla
sovrapposizione del latino alla lingua parlata dalle popolazioni sottomesse
dai Romani, in questo caso tribù galliche celto liguri.
Il francoprovenzale è nato e si è espanso attorno al centro economico e
culturale costituito dalla città di Lyon,che all’epoca irradiava la sua
influenza fin sull’arco alpino. E’ in effetti della zona lionese il primo
testo scritto in francoprovenzale pervenutoci ; si tratta dell’opera di
Margherite d’Oingt,risalente alla seconda metà del 1200. Altre testimonianze
scritte dell’epoca sono atti amministrativi redattia Lyon, Sion e Fribourg .
Nei secoli seguenti (XVI-XVII) vi è una significativa produzione letteraria
a Grenoble. Sono invece del secolo XIX i primi testi letterari in Valle
d’Aosta (J:B: Cerlogne) e in Savoia (A:Gex).
In seguito vi è stato tutto un fiorire di pubblicazioni in francoporvenzale
soprattutto in Valle d’Aosta, ma anche nelle altre zone in Svizzera, Francia
,nelle Valli Francoporvenzali del Piemonte e nell’isola linguistica di Celle
San Vito e Faeto in Pugl.ia.
L’area francoprovenzae si estende in effetti su di un territorio piuttosto
vasto
che, in Francia, va dalla Savoia ,ad una parte del Delfinato, alla Bresse
alla zona lionese; in Svizzera, comprende tutti i Cantoni romandi ad
eccezione del Jura, in Italia include la Valle d’Aosta, le Valli
Francoprovenzali della provincia di Torino , l’isola linguistica costituita
dai due comuni sopraccitati in provincia di Foggia.
Attualmente il fulcro del francoprovenzale è la Valle d’Aosta dove è parlato
normalmente da buona parte degli abitanti. Anche nelle Valli del Piemonte ed
in Puglia è tuttora parlato,ma in queste zone si registrato un forte
spopolamento che ha ridotto il numero dei parlanti emigrati altrove ( i
quali però continuano in genrere ad utilizzare in famiglia la loro parlata
originaria).
Attualmente il francoprovenzale risulta parlato ancora in Svizzera e in
Francia, dove però ha subito nei secoli scorsi un forte declino dovuto al
prevalere della lingua ufficiale dei due Stati,ovvero il francese. Oggi si
notano segni di ripresa anche nelle regioni francoprovenzali d’oltralpe,
grazie all’opera di enti ed associazioni culturali impegnati in questo campo
,quali le Federazioni dei Patoisants della Svizzera e della Savoia..
In Valle d’Aosta si trova invece il Centre d’études francoprovencales René
Willien di Saint Nicolas (VDA) che esercita un ruolo iimportante per la
valorizzazione di lingua e cultura freancoprovenzale non solo nella regione
,ma in tutta l’area francoprovenzale. Nelle Valli Francoprovenzali del
Piemonte, opera dal 1981 l’EFFEPI, Associazione di studi e di ricerche
francoprovenzali alla cui costituzione ha contribuito anche l’Associazione
Ij Canteir.
Ornella De Paoli
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