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L'intenzione di
poter disporre di una propria bandiera da esporre e sventolare durante
feste, raduni, convegni, riunioni, mostre, era da tempo sentita dai soci
dell'Effepi.
In effetti manca una bandiera storica della minoranza francoprovenzale del
Piemonte in conseguenza del fatto che essa non è mai stata interamente
riunita in un unico stato o non ha mai costituito una qualche entità
amministrativa.
Viceversa altre regioni, in cui si parlano patois francoprovenzali, hanno un
proprio vessillo, con precise origini storiche: così i Valdostani hanno una
bandiera con campo tagliato (cioè suddiviso in diagonale) nero in
alto/sinistra, rosso in basso/destra, con leone rampante; i Savoiardi hanno
una bandiera derivante dallo stemma di Casa Savoia, con croce argento o
bianca in campo rosso; i Francoprovenzali della Svizzera Romanda utilizzano
in genere la bandiera del cantone di provenienza (Vallese, Friburgo, Giura,
ecc...).
Lo stimolo definitivo a studiare e risolvere la questione è partito dal
desiderio dagli amici di Balme di poter disporre di una bandiera che fosse
rappresentativa di tutti i Francoprovenzali del Piemonte, e quindi di Effepi.
In realtà le principali scelte concernenti gli elementi essenziali che
dovevano costituire la bandiera erano già state fatte poiché erano già
stati, da tempo, definiti i colori ed il simbolo.
I colori erano stati stabiliti fin dalla fondazione di Effepi: il bianco ed
il rosso, che sono i colori della Savoia e sono inoltre i due colori
presenti nelle bandiere dei tre stati in cui è presente una minoranza
francoprovenzale: Italia, Francia, Svizzera.
Pure il simbolo era già stato scelto: il cosiddetto "rosone" o "rosone dei
pastori", o "rosone di Bessans", o "stella Bessanese" un simbolo la cui
origine si perde nella notte dei tempi, che si trova presso tutti i popoli,
che viene inciso nella roccia e nel legno da pastori e scultori delle
regioni alpine.
II motivo a ruota del rosone, nato dalla fusione della croce e del cerchio,
è una rappresentazione del sole nel suo movimento apparente, o rotolamento,
dall'alba al tramonto ed è quindi simbolo di continuità e rigenerazione.
Da un punto di vista grafico il rosone è una forma stellare a 6 petali con
una corona circolare di altre 6 petali a costituire la bordatura,
II rosone aveva già anche raggiunto una definitiva ufficializzazione con la
realizzazione del distitinvo di Effepi, appunto un rosone bianco rosso con
sovrapposte le lettere FR, presentato alla Festa del Patois di Giaglíone del
7 8 settembre 1996.
A questo punto si trattava solo più di combinare i colori col simbolo di un
insieme semplice, efficace, visibile e soprattutto originale.
In qualità di appassionato dello studio di bandiere e stemmi mi fu affidato
l'incarico di produrre alcune proposte, tra le quali poi scegliere e
realizzare la nuova bandiera.
Una rapida scorsa ad una raccolta delle bandiere di tutti gli stati del
mondo, ad esempio il Calendario Atlante De Agostini, edito annualmente,
permette di notare che il bianco ed il rosso sono i colori più usati, ma che
le bandiere in cui compaiono solo questi due colori sono relativamente
poche,
Una prima soluzione poteva essere quella di caricare il rosone su una dei
due colori orizzontali o verticali presenti in alcune di queste bandiere:
soluzione semplice, ma asimmetrica, inoltre, con le bande di uguale
larghezza, il rosone appariva troppo piccolo e schiacciato.
Si poteva prendere come esempio la bandiera del Giappone sostituendo il sole
rosso in campo bianco, col rosone rosso avente diametro più o meno grande:
la bandiera risultava prevalentemente bianca con poco rosso.
Altra idea poteva essere quella di disegnare una bandiera simile a quella
degli Stati Uniti sostituendo nel cantone le stelle col nostro rosone, e le
13 strisce orizzontali bianco rosse con 8 strisce per indicare le 8 valli
piemontesi in cui si parlano patois francopróvenzali. Ne conseguiva però una
scarsa visibilità del rosone e una mancanza assoluta di originalità.
Altre soluzioni: tre bande verticali, come nella bandiera del Canada, o
orizzontali come nella bandiera del Libano, con le due bande esterne rosse e
quella centrale bianca di maggiori dimensioni in cui caricare il rosone
rosso, al posto della foglia d'acero del Canada o della pianta di cedro del
Libano. In entrambi i casi il colore rosso era troppo prevalente sul bianco.
In tutti gli esempi fin qui proposti, ognuno con i suoi pregi e difetti, era
comunque assai scarsa l'originalità della soluzione.
L'idea originale, ed infine vincente e prescelta, è stata quella di adottare
i due colori orizzontali ma di dimensioni differenti: quello inferiore rosso
e di larghezza minore, quella superiore bianco e di larghezza maggiore in
modo da potervi caricare centralmente il rosone rosso.
Risultato: rosone ben evidenziato, proporzione tra i due colori e
soprattutto originalità della soluzione poiché non esiste nessuna bandiera
di uno stato indipendente con le due bande di dimensioni diverse ed
ovviamente nessuna in cui appare il rosone.
La bandiera è stata presentata ufficialmente al Piano della Mussa (Balme) il
24 agosto 1997 in occasione del primo Incontro delle Minoranze. Da allora è
stata acquistata da gruppi e associazioni e da singoli patoisants iniziando
quindi ad apparire in tutte quelle manifestazioni per cui era stata voluta e
ad essere conosciuta anche al di fuori delle nostre valli e dell'ambito
francoprovenzale.
Claudio
Santacroce
Tratto da EFFEPI Nr.11 |