| FESTA DEL PATOIS 2000 |
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L'edizione del
2000 della Festa internazionale del Patois si é svolta a Seress / Ceres
nelle Valli di Lanzo il 23 e 24 settembre. Promossa dall'associazione EFFEPI
in collaborazione con il comune di Ceres,la comunità montana, e l'ATL del
Canavese e delle Valli di Lanzo,è stata organizzata con la collaborazione di
varie associazioni locali. Preceduta da una conferenza stampa,svoltasi a
Torino, nella Sala degli stemmi della sede del CAI, al Monte dei Capuccini,
la manifestazione ha avuto larga eco sui giornali locali e numerose
segnalazioni su quotidiani e settimanali nazionali,richiamando una nutrita
folla di appassionati di cultura locale e di semplici curiosi. Centinaia di
persone hanno invaso le vie e le piazze del paese a partire da giovedì 21 e
venerdì 22 settembre, giorni in cui hanno avuto luogo alcune manifestazioni
collaterali, come la cerimonia del passaggio del testimone, ovvero la
consegna del " crotzon " dalla parte di alcuni giovani bahnesi al sindaco
Giovanni Poma e ai rappresentanti del nuovo gruppo folkloristico di Ceres,costituitosi
per l'occasione. IL " crotson" era stato affidato dagli organizzatori del la
Festa del Patois 99 agli esponenti di EFFEPI al termine della manifestazione
svoltasi a Méribel e quest'anno a vrebbe dovuto passare nelle mani degli
svizzeri che stanno preparando la prossima edizione della festa, i quali,
però,non erano presenti a Ceres. Nelle serate precedenti la festa si sono
inoltre svolti d ue concerti che hanno riscosso un notevole successo ,tenu
ti dagli "ospiti" piemontesi Cantovivo ed occitani Lou Dalfin. In
particolare quest'ultimo gruppo musicale ,ormai noto in Italia e all'estero
con il suo repertorio di rock occitano, ha entusiasmato i giovani
dimostrando come la musica possa essere un efficace strumento di diffusione
dell'identità culturale. E' questa del resto la considerazione che ha spinto
l'associazione di studi e di ricerche francoprovenzali EFFEPi a promuovere
un iniziativa come il Festival della canzon e francoprovenzale, la cui prima
edizione si è svolta a Pont Canavese con notevole successo nel dicembre 99
durante una serata organizzata in collaborazione con Ij Canteir. La seconda
edizione ha invece avuto luogo proprio a Ceres nell'ambito della Festa del
Patois, durante la sera d i sabato 23 settembre ,rinnovando un entusiastico
success o tra il numeroso pubblico che affollava il grande padiglione della
festa. Tra i partecipanti anche due savoiardi, Albert Bouchet e Femand
Tavernier , ed il gruppo tradizionale Li Valsoanin di Ingria, che ha
prestato una miova composizione intitolata "Le blèahteile" ispirata agì i
antichi " Noel". La Festa del Patois vera e propria è iniziata, come è ormai
tradizione, il sabato pomeriggio co n l'arrivo delle delegazioni dei "patoisants"
dalle valli vicine e con il convegno, quest'anno dedicato all'insegnamento
del francoprovenzale nelle scuole e alle opportunità offerte in questo campo
dalla legge 482 del 99 "tute la delle minoranze linguistiche storiche" che
riserva par ticolare attenzione all'insegnamento delle lingue minoritarie
nei vari gradi della scuola. Numerosi i savoiardi, arrivati dalla confinante Maurienne , da Thones, Tbonon e da tante altre località; molti anche i valdostani, con il Comité des TRraditions Valdota ines, la Compagnia teatrale di Sorreley e quella di Cogne oltre che con il Centre di Saint Nicolas. Tanti, proprio tanti, i francoprovenzali accorsi dalle valli di Lanzo e da quelle vicine per prendere parte a questa grande ke rmesse del 'patois' E tanti erano quelli delle Valli Orc o e Soana, rappresentate da un nutrito gruppo di soci dei Canteir di Pont, dagli Ami d'Ribourda di Ribordone,dai Valsoanin di Ingria, dalla Pro loco di Ronco e, per la prima volta, da una piccola delegazione di Ceresole. Non va dimenticata poi la famiglia di Onorino Bianco Levrin di Ingria, sempre presente a questi raduni, composta da una quindicina tra figli e nipoti del simpatico decano, ferven te sostenitore delle tradizioni locali, nonché dalla Main teneur du Patois Lucia Costa ( Cia de Crot). All'incontro hanno preso parte, tra gli altri, il presidente del Centre d'études francoprovencales di Saint Nicolas ,Alexis Bétemps; il responsabile del Bureau Régional pour l'Ethnologie et la linguistique ( BREL) della Regione Valle d'Aosta, Saverio Favre; il presidente dell' Association des enseignants d e Patois della Savoia, Marc Bron, i quali hano illustrato le varie iniziative in corso nelle loro regioni, quaf ad esempio "fécole populaire de patois" promossa dalla Regione Valle d'Aosta per la formazione di insegnanti di patois. Erano inoltre visitabili il Museo etnografico, riaperto per l'occasione, e le mostre allestite dall'EFFEPI relative ai Concorsi sulla cultura locale promossi dall'associa zione nelle scuole delle valli e al costume tradizionale. Un'esposizione fotografica,quest'ultima, allestita in concomitanza alla presentazione del nuovo libro sul costume delle Valli di Lanzo,curato da Livio Strasly, Giorgio I naudi e Claudio Santacroce. Un momento particolarmente suggestivo è stato il falò eh e ha aperto la serata di sabato, bruciato in piazza, come vuole la tradizione del paese,dando fuoco ad un alto albero innalzato davanti al Municipio. Ma il clou della manifestazione è stato come sempre la do menica con la partecipazione di centinaia di 'patoisants' in costume e di tantissima gente arrivata dalle valli e dalla vicina città per assistere agli spettacoli,visitar e le mostre,gustare i prodotti tipici ( la famosa toma deIle Valli di Lanzo, i torcetti, i grissini, la 'berrà' . Uno dei momenti più sentiti di questa edizione della fest a è stata senz'altro la messa in patois celebrata sulla p iazza del paese,seguita poi dalla sfilata dei tanti patoi sants in costume. Spettacoli di danze e canti dell'area f rancoprovenzale,gare di taglio della legna, musiche tipiche e cori improvvisati hanno animato la giornata in un clima di amicizia e fratellanza che caratterizza ogni anno il raduno dei 'patoisants'. Come sempre, la Festa del Pat ois è stata un'occasione per riaffermare (importanza del la lingua e della cultura francoprovenzali che accomunan o le popolazioni che vivono sugli opposti versanti dell'arco alpino nord occidentale. Una lingua e una cultura che non sono cimeli del passato,come qualcuno potrebbe pensa re, ma strumenti per costruire il futuro, se sapranno val orizzarli adeguatamente. Nella casa comune europea degli anni 2000 le popolazioni che si trovano a cavallo di due Stati, come i ‘patoisants' francoprovenzali, potranno ave re un ruolo importante se riusciranno a mantenere la loro identità, ad intensificare i rapporti e ad instaurare collaborazioni al di qua e al di là delle montagne. - o.d.p. Tratto da " la brasa.. la spluvia" |